“Il mio rugby”

Indubbiamente era da tempo che il rugby mi incuriosiva,probabilmente ho suggerito a mio figlio di provare proprio per quella mia curiosità,sicuramente quella curiosità ha spinto poi anche me e giocare.

Il rugby me lo immaginavo come uno sport ruvido e fangoso ma mi ha catturato da lontano,in tanti storcevano il naso ma ho voluto provare comunque.

Tante erano le novità: la posizione in campo dei giocatori,il contatto con l’avversario,il passaggio della palla mai in avanti ma solo all’indietro….ed il “timing”.

Già, il “timing”,cos’è poi questo “timing”?

Confesso di averlo capito, per una serie fortuita di eventi, quella volta che sono riuscito a ricevere dal compagno che mi era accanto quella meravigliosa palla ovale.Quella volta la palla non mi è caduta, non mi è scivolata di mano, non ho dovuto rallentare o accelerare per prenderla, tutto è stato naturale e quel gioco fluido tra di noi mi ha spinto diritto avanti come un treno (forse un trenino) e ho guadagnato terreno, mi sono avvicinato alla meta, mi sono sentito catapultato in avanti da una spinta che non era solo la mia,ma anche quella di tutti i miei compagni che in fila al mio fianco correvano insieme a me e mi sorreggevano in qualche modo.

Essere nel posto giusto al momento giusto! Questo è il “timing!”.

In quel preciso istante mi accorgo che la parte sinistra della mia bocca si alza leggermente e svela felicità mista a soddisfazione.Poi chiaramente crollo a terra perché mi sono distratto e sono stato placcato e a rugby non ti devi MAI distrarre!.

La mia esperienza in questo mondo, che piano piano sto scoprendo, è fatta di tanti timing.

Quando esulto per la prima meta di mio figlio,quando i ragazzi sedicenni mi trattano come un amico e non come un adulto, ,quando i genitori della squadra avversaria applaudono chiunque indistintamente,quando al terzo tempo si festeggia tutti insieme,quando vedo che stiamo sfondando quel muro di pregiudizio verso uno sport che non è solo contatto ma dedizione, rispetto, concentrazione e divertimento, ebbene, in tutti quei momenti la parte sinistra della mia bocca si alza e penso veramente di essere nel posto giusto al momento giusto.

Grazie ragazzi, e come dice il coach:”de Core!”